Quello che filtra in merito all’assegno unico per il 2027: gli aumenti per le famiglie e le nuove fasce per le soglie Isee.
L’Assegno unico universale potrebbe aumentare nel 2027, con benefici diversi in base al numero dei figli, all’Isee e alla presenza di eventuali condizioni di disabilità. Secondo le simulazioni basate su una rivalutazione del 2,9%, legata all’inflazione acquisita per il 2026 rilevata dall’Istat ad agosto, l’incremento potrebbe arrivare a 104,40 euro annui per un figlio minorenne e superare i 247 euro per una famiglia con tre bambini. Si tratta, tuttavia, di importi provvisori, in attesa delle decisioni ufficiali.

Assegno unico 2027 per chi ha un figlio
Per un figlio minorenne, l’importo massimo mensile passerebbe dagli attuali 203,80 euro a 209,70 euro, con un aumento di 5,90 euro al mese e 70,80 euro nell’arco di dodici mesi. Per chi percepisce invece la quota minima, si salirebbe da 58,30 a 60 euro mensili, con una differenza annuale di 20,40 euro. Gli incrementi sarebbero più contenuti per i figli tra i 18 e i 20 anni: l’importo minimo passerebbe da 29,10 a 29,90 euro, mentre quello massimo salirebbe da 99,10 a 102 euro al mese.
Attenzione alle soglie e alle fasce Isee
A cambiare sarebbero anche le soglie Isee che determinano il contributo spettante. La fascia che consente di ottenere l’importo massimo si sposterebbe da 17.468,51 a 17.975,10 euro. Il limite oltre il quale viene riconosciuto soltanto l’importo minimo aumenterebbe invece da 46.582,71 a 47.933,61 euro.
Proprio la revisione delle fasce potrebbe determinare differenze più consistenti. Una famiglia con un Isee di 17.975,10 euro, che nel 2026 riceve 201 euro mensili per un figlio minorenne, nel 2027 potrebbe ottenere 209,70 euro, mantenendo invariato l’indicatore economico. L’incremento sarebbe di 8,70 euro al mese, pari a 104,40 euro in un anno.
Per due figli minorenni nella fascia Isee più favorevole, l’assegno di base salirebbe da 407,60 a 419,40 euro mensili: 141,60 euro in più all’anno. Con tre figli, invece, entrerebbe in gioco anche la maggiorazione prevista dal terzo bambino. Il totale mensile passerebbe da 710,50 a 731,10 euro, con un incremento di 20,60 euro al mese e 247,20 euro annui.
La rivalutazione riguarderebbe anche le maggiorazioni per i figli con disabilità. Per i minori di 21 anni non autosufficienti, la quota aggiuntiva salirebbe da 122,30 a 125,80 euro mensili. Per la disabilità grave si passerebbe da 110,60 a 113,80 euro, mentre per quella media da 99,10 a 102 euro. Nel caso di un figlio minorenne con disabilità grave e Isee nella prima fascia, l’importo complessivo aumenterebbe da 314,40 a 323,50 euro al mese.
Salirebbero, infine, anche le maggiorazioni per le madri under 21, da 23,30 a 24 euro mensili, e per entrambi i genitori lavoratori, da 34,90 a 35,90 euro.
Per conoscere gli importi definitivi occorrerà attendere il decreto del ministero dell’Economia, previsto nella seconda metà di novembre, e il successivo aggiornamento dell’Inps.